Siamo costantemente spiati oppure si tratta solo di un falso mito…?

Oltre il 60% della popolazione oltre oceano è convinta che non risulta possibile evitare di essere spiati nella loro quotidianità e che risulta impossibile restare nell’ombra dal grande fratello a dimostrazione del fatto che probabilmente le stesse persone, non sono minimamente interessati alla loro privacy.

Che sia accettabile oppure che non lo sia, resta comunque il fatto che in realtà, la raccolta di una simile mole di dati abbia un notevole ritorno anche sulle persone coinvolte, semplicemente dovuto dal fatto che le compagnie hanno come fine quello di poter promuovere beni e servizi a misura per il consumatore stesso.

Chiaramente questo in certi casi può in realtà creare una sorta di preoccupazione se parliamo di persone poco incline a rispettare la legge e per motivi che non ci riguardano, sono argomenti non vogliamo trattare. Resta comunque il fatto che non abbiamo realmente un controllo sulle informazioni che vengono raccolte e poco possiamo fare se non utilizzare il meno possibile tutto ciò che si collega in qualche modo ad una infrastruttura tecnologica.

Poi bisogna anche considerare quanto la quotidianità sia sempre più frenetica e quanto poco tempo spesso dedichiamo a leggere le privacy policy dei vari siti dove spesso ci registriamo senza neanche minimamente consultare le pagine dedicate alla raccolta dati, ignorando spesso che una buona parte delle informazioni che forniamo come immagini e dati demografici cosi come abitudini, non possono facilmente essere rimossi.

Basta ricordare lo scandalo Facebook-Cambridge, uno dei maggiori scalpori politici avvenuti all’inizio del 2018 dove furono raccolto i dati personali di milioni di account Facebook senza il loro consenso e furono utilizzati per scopi di propaganda politica. Oppure le App dei nostri smartphone che sanno costantemente dove siamo e non si preoccupano minimamente della nostra Privacy cosi come Siri della Apple oppure l’assistente vocale di Google.

Nonostante tutto però di recente si intravede una mobilitazione per contenere il fenomeno tra cui spicca proprio Google che collabora con altre istituzioni per porre un freno al fenomeno e rendere punibile chi non rispetta la privacy dei consumatori. Cosa dire invece del riconoscimento facciale dove molte sono le organizzazioni che lanciano l’allarme sia nel settore privato che pubblico e stanno lavorando per eliminare o comunque ridurre al minimo il suo utilizzo. Infine sono ancora altre le organizzazioni che propongono un ente di controllo destinato in esclusiva al controllo collaborativo con i diretti interessati

Quindi nonostante tutto, sembrerebbe che qualcosa di concreto stia prendendo forma sebbene i tempi per mettere in pratica o comunque per rendere efficiente un simile sistema di controllo, richiederà del tempo.

Qualcosa però nel nostro piccolo possiamo comunque fare.. ecco qualche semplice consiglio per limitare il controllo da parte del grande fratello..

  • Disattivare il GPs del proprio dispositivo quando non risulta necessario ( magari se tradite il vostro partner )
  • Non accettare cosi senza aver letto in minima parte le Privacy Policy
  • Utilizzare browser più sicuri che in chiusura vadano a cancellare i cookies ( magari firefox )
  • Se proprio volete ridurre al minimo il tracciamento, attivate una vpn, spesso già incluso nel browser
  • Migrare completamente ad un browser anti-tracciamento come Brave Web Browser

Sono piccoli e semplici consigli che certamente non faranno miracoli visto che il nostro smartphone comunque e un dispositivo di tracciamento costante ( bisognrebbe scollegare l’account Gmail/Apple ) per renderlo innocuo e non loggarsi sui social per renderlo quasi totalmente innocuo.. ma sappiamo che non e poi cosi semplice..

A voi la scelta su come gestire la vostra privacy, intanto iniziamo con qualcosa di piccolo, e sempre meglio che far finta di niente..

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